mercoledì 2 maggio 2007

the sound of voice

Pioggia, finalmente. Ho dovuto abbassare la tapparella per evitare che piovesse in casa. Sono rimasta al buio. Fa uno strano effetto dopo mesi di sole, soltanto sole e bel tempo, vedere la pioggia. È stata una delle rare volte in cui quelle gocce scintillanti (e solitamente fastidiose) mi hanno reso felice.

Sto sbobinando le vostre interviste. Ebbene sì, proprio loro. Chilometri di nastri e megabytes di memoria occupati dal suono della voce. È incredibile quanti automatismi inconsapevoli attiviamo quando parliamo. Solitamente sono destinate all’oblio, ma per chi è costretto a prestare attenzione ad ogni singolo dettaglio, tutto diventa importante. Diventa essenziale cogliere non solo il contenuto, ma anche il modo stesso in cui viene posto. Le parole restituiscono il nostro vissuto. Io, per esempio, certe parole non riesco nemmeno a pronunciarle mentre faccio un abuso inconsapevole di altre. Ringrazio chi ha partecipato e chi parteciperà alla ricerca per avermi regalato un po' di sé stesso.

Oggi, trascrivendo le vostre parole con la luce accesa, mentre fuori il vento e la pioggia risanavano il giardino corroso dal sole, mi sembrava di essere meno sola.

2 commenti:

zoltar ha detto...

Mi raccomando, quando tutto sarà finito, vorrei avere la copia della cassetta "zoltar"

così mi SENTO meno solo :)

Elisabetta ha detto...

ma certo!anche se temo che dovremo procurarci un mitico stereo con due cassette per duplicarla visto che il mio è stato da tempo soppiantato da uno mono-cassetta...faremo fare qualche miracolo a e-bay!
ps: meno male che ci sei almeno tu che lasci commenti su questo blog sperduto nella blogsfera...