giovedì 13 settembre 2007

metodologia della ricerca/1

prendo spunto da un commento che Fabrizio ha lasciato al post della "par condicio" in cui mi metteva in guardia dall'utilizzare le ricerche come Diario Aperto che si basano solo su circa 4000 questionari compilati.
in effetti sono pochissimi se paragonati alla crescita della Blogosfera che ammonta a più di 70 milioni di blog (cfr. il report di Technorati) di cui il 3% è scritto il lingua italiana. In realtà i problemi di analisi legata ai blog sono molteplici ed è difficile districarsi fra ile questioni metodologiche ed epistemologiche che comporta.
per prima cosa bisogna osservare che le stime di Technorati sono condotte sui blog di cui loro tengono traccia, che in parte sono raccolti da loro e in parte sono segnalati dagli stessi autori (almeno così mi pare di capire). quindi c'è una porzione che, con tutta probabilità resta esclusa.
la ricerca quantitativa o qualitativa che si muove con il questionario o, come me con l'intervista, non può indagare tutte le persone che rispondono alle caratteristiche scelte, e di qui sorge il problema più annoso: come selezionare le persone?
Diario Aperto ha scelto la strada dell'autoreclutamento: chi voleva poteva compilare il questionario e poi l'équipe di ricerca ha selezionato quelli correttamente inviati. ci sarebbero anche qui mille obiezioni da fare. tanto per limitarsi ad una, quelli che hanno risposto probabilmente frequentano la rete e hanno voglia di contribuire attivamente alla sua crescita, ma quelli che restano fuori possono essere altrettanto validi autori e casi interessanti.
io ho scelto di campionare con un mio criterio, l'anno di apertura e il formato, e con un metodo a "palla di neve", quindi facendomi segnalare le persone attraverso reti di amici o conoscenti da cui ho selezionate le persone idonee. anche nel mio caso c'è un universo che rimane fuori e un moltissimi casi interessanti che non ho intercettato.
in una ricerca sono molte le scelte da fare, l'importante è rendere trasparente il processo decisionale alla comunità scientifica ma soprattutto non pretendere che quello che si è scoperto possa valere in senso assoluto. come diceva Popper, le teorie scientifiche sono quelle che vengono falsificate.

4 commenti:

Gianluca ha detto...

Vuoi dire che è possibile che non sono stato un campione "rappresentativo"?

Quasi, quasi, mi sento offeso ...

:-P

Elisabetta ha detto...

no... non devi sentirti offeso!!! spero di non essermi spiegata male. la rappresentatività è un concetto di ricerca, non di merito o di giudizio.
il mio campione è stato accuratamente scelto e sono orgogliosa di ogni persona che ho avuto l'onore di incontrare. brevemente:
un campione rappresentativo è quello che in piccolo riproduce la popolazione totale. per esempio se la popolazione italiana (dati inventati al momento e aasolutamente a caso) è composta dal 55% di donne, il 45% di uomini, di cui il 10% ha fino a dieci anni, il 10% fra i dieci e i venti, il 20% fra i venti e i quaranta, un altro 20% fra i quaranta e i sessanta e l'ultimo 20% fino ai cento anni, il mio campione deve avere in piccolo, supponiamo su 50 persone, le stesse percentuali di sesso e di età.
per gli autori di blog questo non è possibile perchè non c'è un censimento come quello della popolazione italiana che ci dia i dati globali su cui costruire il piccolo campione, per cui bisogna ricorrere ad altri criteri.
io ho scelto di fare una ricerca qualitativa che mira a cercare degli stili e dei modi di utilizzo del mezzo e non a capire altri fattori, come l'età o il titolo di studio per esempio degli autori, che pure mi interessa ma in modo secondario. secondo me poi è più interessante fare un tipo di ricerca che si interessi nel dettaglio di cosa fanno le persone con gli strumenti di comunicazione che utilizzano piuttosto che avere grandi numeri e grandi cifre me restare più in superficie. certo, così è più difficile fare delle generalizzazioni e delle comparazioni. ma ogni ricerca deve fare le sue scelte.
per cui anche se non siete rappresentativi siete tutti interessantissimi, come d'altra parte ognuno di noi è!

Fabrizio - ikol22 ha detto...

Infatti Gianluca anch'io sono "interessantissimo" eppure escluso dallì'intervista di Elisabetta. Là, lontano dall'abside e dunque da Dio, piegato nell'anima e piagato nel corpo, ho atteso, battuto il petto e supplicato: niente.

Eppure son qui :-) --- Va da sé che scherzo ma la domanda, a suo tempo, non nego di essermela posta anch'io.

Elisabetta ha detto...

purtroppo come in ogni ricerca le risorse e i tempi sono tiranni, mi è toccato scegliere qualcuno e lasciare qualcun altro.
nel tuo caso, per esempio, cercavo donne, perchè a Torino avevo già troppi uomini e quindi ho dovuto privilegiare il gentil sesso...
ad ogni modo per recuperare ogni cosa c'è il blog, in cui possiamo chiacchierare un po',anche se a distanza!