venerdì 26 ottobre 2007

hilights on a skyline

a parte il museo egizio e le interviste che vi ho svolto per il lavoro di ricerca non ho mai frequentato molto Torino, quindi mi sento un po' profana a parlare di questo. però parlavo giusto ieri della bellezza di sentirsi circondati dall'ambiente naturale e ops, a Renzo Piano scappa di costruire un grattacielo più alto della Mole. suppongo che violare questo primato della Mole per i torinesi sia una sorta di sacrilegio.
io non sono una detrattrice dell'arte contemporanea (anche se preferisco quella fra '400 e '600), Piano è un eccellente architetto e ha progettato edifici davvero mirabili.
però mi chiedo ancora una volta: perché non rispettare il tessuto urbano di una città e quello che comporta? servono davvero 200 metri vetro e cemento per una banca che grazie alle fusioni fra 10 anni sarà gestita con la metà del personale? serve davvero costruire qualcosa che ostruisca la vista della Alpi che circondando Torino? in fondo gli architetti e le amministrazioni sono temporanee, quelli che poi restano a vivere nelle città sono i suoi abitanti, ascoltarli forse non sarebbe male: anche se amano lo skyline dell'Ottocento è pur sempre il loro.
so che fra voi ci sono diversi torinesi, cosa ne pensate?

5 commenti:

Fabrizio - ikol22 ha detto...

Ma... Grazie. E' un invito a nozze !!! :-)

Penso che Torino al pari, guarda caso, di Parigi, non sia città di grattacieli. Torino ha un colpo d'occhio dal proscenio della collina e cioè dal monte dei Cappuccini, dal Colle della Maddalena e dal Parco Europa a Cavoretto, che la rende unica e inimitabile per via del corollario delle Alpi. Un tappeto quasi omogeneo di costruzioni che invoca, come dici, uno skyline dell'ottocento.

Atteso che lo sviluppo urbanistico verticale pur non proprio e non appartenente per cultura, storia, tradizione e fin necessità al vecchio continente è stato e ancora viene gradualmente dismesso da tutte quelle città che hanno pur, per un momento, accarezzato il sogno (quasi fallico) della manifestazione di grandezza e possenza con la costruzione di grattacieli, Torino, che più di ogni altra dovrebbe difendere l'armonia e l'eleganza della suo contesto urbano, sembra invece decisa a rovinarlo.

A Parigi almeno ebbero il buon gusto di creare il quartiere moderno della Défense ai margini della città e per quanto non prosegua in quella direzione è e rimane obbrobrioso lo skyline della città dall'Arch de Triomphe che da un lato, attraverso gli Champs-Elysees prima e i giardini des Tuileries poi ha un cono prospettico verso l'Arc de Carrousel e il Louvre, meraviglioso mentre, dall'altra, appunto, spicca per cattivo gusto quella sorta "di coso" che è la Défense.

Mi auguro davvero che i cittadini abbiano almeno modo di esprimere il loro pensiero al riguardo e -soprattutto- mi auguro abbiano la sensibilità di capire ciò di cui Torino NON ha necessità alcuna.

A te invece l'invito a venirla visitare.

Elisabetta ha detto...

allora non ho fatto un discorso del tutto da profana :)!
quando avrò finito il lavoro accetto una volentieri una visita guidata...per ora ho avuto solo occasione di vedere la Mole e le vie del centro...mi ha impressionato il numero elevatissimo di librerie che avete...è proprio vero che Torino è al città delle lettere!

Laura ha detto...

Dimenticavo di dirti una cosa... Frequento anch'io la Cattolica a Milano :)

Elisabetta ha detto...

cosa studi? io mi sono laureata in filosofia e adesso (sigh) sto terminando il dottorato al dip. di scienze della comunicazione e dello spettacolo.

Laura ha detto...

Sono al terzo anno di Linguaggi dei media (facoltà di Lettere e Filosofia) :) Chissà quante volte magari ci siamo incrociate nei corridoi... Ed ora nella blogosfera: piccolo il web, in fondo ;)