giovedì 11 ottobre 2007

su ciò di cui non si può parlare...

...si deve tacere (Wittgenstein)

allora taci se il tuo amichetto con la sua bella macchina quasi mi fa secca mentre esce da un parcheggio.

taci e non dire che io andavo veloce con la mia bicicletta perchè mio nonno Gimondi non ha pensato bene di regalarmi la sua quando ha terminato il Giro d'Italia.

taci e non dire cercando di sfottermi "allora il ciclista sulla pista ciclabile è sacrosanto" perchè, sì, è proprio così, il ciclista sulla pista ciclabile è sacrosanto e l'hanno fatta apposta per lui. ripassa piuttosto il codice della strada meditando ogni articolo almeno mezz'ora.

taci e non dire che dovevo guardare io, perchè io ero sulla strada principale era il tuo amichetto con la sua auto che si stava immettendo, l'onere di fermarsi era suo. questi sono fondamenti di autoscuola. ABC di chi usa un affare a quattro ruote, un motore e pedali.

taci perchè se io non avessi avuto la fulminante intuizione che lui non si sarebbe fermato e quindi di frenare, ora sarei bel bella che all'ospedale, così invece io ho rimediato solo qualche livido e lui non ha una denuncia al suo attivo.

si fa un gran parlare di democrazia, di migliorare lo stato dell'Italia, ma episodi di questo genere mi fanno pensare che siamo ancora lontani dalla civilizzazione.
piuttosto che cambiare le classi politiche dovremmo cambiare noi stessi, imparando a conoscere e rispettare le leggi e il nostro prossimo.

6 commenti:

Gianluca ha detto...

Purtroppo nelle grandi città non esiste la cultura della bicicletta.

Elisabetta ha detto...

già, però io abito in un paese di 11.000 abitanti, dove fra ciclisti e automobilisti ci si divide più o meno a metà. infatti le sciure più o meno anziane che escono in bici perchè non hanno la patente e che vengono investite sono in aumento...
e poi vogliono attivare la mobilità sostenibile...

Penelope ha detto...

Sono da daccordo con te Elisabetta, purtroppo nel nostro paese, non c'è rispetto per nessuno, e purtroppo la capacità di cambiare se ci guardiamo attorno, è una qualità oggi dimenticata e comunque molto rara...La percezione del torto o della ragione anche... Và a trovare (facilmente, intendo) qualcuno che ti ammetta di avere sbagliato...

Elisabetta ha detto...

la cosa che mi ha colpito di più della faccenda (a parte il ginocchio che duole) è il fatto che l'investitore non ha avuto problemi ad ammettere l'errore e mi ha anche lasciato un recapito, mentre la sua amica mi ha quasi accusato di essergli andata io addosso...ma il ruolo del testimone in questo caso dovrebbe essere un altro.
però sono contenta di trovare qualcuno che la pensi come me, saremo una minoranza ma almeno esistiamo!!!

Fabrizio - ikol22 ha detto...

Però è vero anche il contrario. Litigo talvolta con ciclisti che attraversano (pedalando) sulle strisce pedonali parandosi in un baleno a livello di parafango quando un istante prima non c'erano (equivale a qualcuno che si butti sulle strisce e le attraversi di corsa). Le strisce **pedonali** sono, appunto, per pedoni e non ciclisti.

I **sensi unici** sono, appunto, unici e valgono per tutti i mezzi in movimento (anche a due ruote).

I **marciapiedi** sono, appunto, per coloro che usano i piedi (o le carrozzine) e non per ciclisti.

Continuo?

Elisabetta ha detto...

bentornato Fabrizio!
hai perfettamente ragione,
ma nel caso in questione io ero proprio su un senso unico andando nel giusto senso di marcia e sulla pista ciclabile e non c'erano strisce pedonali, quindi la fanciulla non aveva nulla da obiettare a me. non nego che anche i ciclisti in certe occasioni ci mettano la loro. manca la cultura, da una parte e dall'altra, ma soprattutto manca una viabilità adeguata perchè non basta sopvrapporre pezzi di piste ciclabili alla viabilità ordinaria per fare andare la gente in bici, bisogna ripensare tutto...hanno fatto un bel servizio ieri a report su una città in cui la maggior parte dei trasporti avviene tramite bici, peccato che non sia ancora online e io fossi troppo sonnolenta per ricordarmi più dettagli!