martedì 20 novembre 2007

ricci e spine

è una riflessione che mi sta girando nella testa da qualche giorno e che anche ieri mi è stata sollecitata da amici: cosa ne pensi dell'uso di blog nei casi di violenza o in cui vengano messi filmati a contenuto negativo in rete?
parzialmente ho dato la mia risposta anche in un post precedente, ma la questione è complessa e va approfondita (anche se non sarà questo post ad esaurirla).
innanzitutto io distinguerei fra l'uso e l'abuso di uno strumento. qualsiasi strumento, dal coltello da cucina alla televisione può essere bene e male usato.
qui entra in gioco l'educazione: la scuola e la famiglia in primis ma anche gli amici esperti del mezzo devono promuovere un'educazione positiva alla rete, così come quando giochiamo con le forbici ci dicono "attento che ti fai male o che puoi fare male a qualcuno".
in secondo luogo: mi pare che molte persone, minorenni o adulti, mettano i loro filmati provocatori per farsi vedere. ora, se mi faccio vedere significa che c'è qualcuno che guarda. ergo, se qualcuno non guardasse io vedrei come fallimentare il mio tentativo di mostrarmi. ritengo dunque che oltre alla fantasia di chi produce video di un certo genere da "guarire" sia il voyeurismo degli utenti e dei media che vanno appositamente a cercare filmati con tag particolari per saziare la loro curiosità. su questo mi hanno fatto riflettere le telecamere costantemente puntate sul caso di Perugia e sui blog delle persone coinvolte.
a fronte inoltre di abusi e usi impropri del mezzo, che a mio parere rimangono ancora una minoranza, si registrano migliaia di filmati divertenti, persone che allegramente conversano via blog e mille altri esempi di buoni usi della rete.
si scontrano poi qui due concezioni normative di internet e del web: da un lato quella che si radica nella storia della rete e che la vede come uno strumento democratico che si è evoluto senza una regolamentazione esterna, caso unico nella storia. dall'altro lo Stato che vuole e deve tutelare i suoi cittadini da eventuali abusi. è un problema spinoso, soprattutto a livello legislativo e giudiziario perché per eludere la legge basta spostare un server da uno stato all'altro, per esempio.
serve richiamare ancora una volta l'istanza etica, in primo luogo di chi guarda e poi dei gestori dei siti che troppo spesso si lavano le mani delle implicazioni del materiale pubblicato per moltiplicare gli accessi ai siti. anche se, a loro discolpa, c'è da dire che non è facile scremare l'enorme quantità di materiale inserito.
come dicevo, è un problema spinoso...

------to be continued --------

2 commenti:

CresceNet ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Fabrizio - ikol22 ha detto...

Internet non è normabile come non lo è l'aria. E questo è un assunto.

A sua dimostrazione potrei portare quale esempio la difficoltà di normare un comportamento. Posso dare delle indicazioni ma devo stare attento alle imposizioni perché bene diceva Kelsen secondo il quale ""una norma è valida se ha forza vincolante per coloro di cui disciplina il comportamento"".

Sicché non posso scaricare da emule? e io me ne frego. Fine della vailidità della norma. Tecnicamente poi, hai detto bene tu, sposto il server.

Il punto però è sempe lo stesso: l'ignoranza e la paura. L'articolo di gabriele Romagnoli è un ottimo esempio ove entrambe si coniugano a perfezione. Duole dirlo ma esiste da sempre da parte dei giornalisti questo fiele verso la rete che evidentemente toglie loro potere, pubblicità e dunque denaro.

E' solo di quattro o cinque anni fa il binomio internet-pedofili mentre oggi va di moda: youtube-pervertiti (ove giungere all'assassinio il passo è brevissimo).

Mi ha molto fatto sorridere una partecipazione di Mentana ad Anno Zero (Santoro) dove discutendo appunto della televisione come contenitore di cronaca nera forse anche per indirizzare altrimenti l'attenzione dello spettatore medio, fossero tutti i convenuti in ampio accordo Menatana per primo. E poi? Poi la sera dopo a Matrix ecco lì Mentana a scarnificare il caso Perugia...

Mai che ci intrattengano che ne so delle condanne a Dell'Utri o della casta di Comunione e Liberazione, no, mai.