lunedì 7 gennaio 2008

blog in chains

la citazione al "thinking blogger award" mi ha fatto un po' riflettere sul senso di questa iniziativa. a differenza di altri contest, infatti, non c'è un premio il palio e attraverso maje ho saputo che vaga per la rete già da un anno.
premesso che su questo genere di iniziative ci si potrebbe costruire un altro progetto di ricerca, inizio a sistematizzare alcuni spunti. per prima cosa mi chiedo: a cosa serve un tale giro di "nomination"?

- per fare conoscere i blog che si apprezzano di più
- per far conoscere il proprio blog
- per aumentare la visibilità di blog sconosciuti
- per rafforzare la visibilità di blog già famosi e conosciuti nella rete
- per dare un po' fastidio alle classifiche che valutano il "peso" e la reputazione di un blog sulla base dei link e delle citazioni in altri blog
- per guadagnare di più con le inserzioni del proprio blog aumentando il traffico e i link in ingresso

queste sono solo alcune risposte, le più ovvie penso, ma bastano per rendere conto dell'entità e delle conseguenze che una tale catena può avere. essere citata per me, che ho un blog semi-sconosciuto, ha significato avere un'impennata di visite e più sottoscrizioni nei feed, ma probabilmente saranno solo fenomeni passeggeri. per altri blog più influenti che potrebbero essere a loro volta nominati, questo invece potrebbe significare un rafforzamento degli effetti generato dal fatto che più un blog è conosciuto, più avrà probabilità di essere citato e di conseguenza visitato attraverso i link.
cosa succede se nel blog ci sono anche bannerini e AdSense che funzionano sulla base dei click? sarà incentivato a partecipare a tali iniziative?

mi pare di poter concludere che quindi nella rete si aggirino due anime: una che punta a costruire canali di conoscenza alternativi e divergenti rispetto alle logiche tradizionali facendo emergere coloro che sono nell'ombra, e un'altra che segue logiche di mercato analoghe a quelle che si attuano all'esterno della rete e che attira grossi volumi di traffico su pochi siti.

voi cosa ne pensate?

4 commenti:

Sciura Pina ha detto...

Carissima,
intanto grazie per la nomination (che comunque fa sempre piacere), per quanto riguarda il tuo post vorrei osservare che, da un po' di tempo a questa parte, si fa un gran parlare, nella blogosfera, di classifiche e loro attendibilità, meme, contest, scambio di link e via dicendo: tutto ciò mi sembra abbastanza stucchevole, sarà forse perchè non credo molto all'utilità delle classifiche (anche se nel mio blog ci sono i bottoni di "blogbabel" e "wikio"), mi sembra invece interessante sfruttare tutti i canali possibili per avere un po' di visibilità, poi va da sè che se i contenuti non contengono,il fuoco di paglia si spegne.
:-)

Elisabetta ha detto...

SciuraPina non posso che concordare con lei anche perchè, in effetti, se qualcuno pubblicasse in rete solo per se stesso va da sè che potrebbe anche farlo su un sito privato o sul vecchio diario cartaceo. noto però, ma è un'idea che devo approfondire, che a questa sana competizione si affiancano fenomeni di sfruttamento delle risorse di internet basate su logiche di mercato tradizionali...dovrei però come ripeto andarmene un po' in giro a vedere cosa succede...ci penso e ritorno sull'argomento!

Fabrizio - ikol22 ha detto...

La mia amica Sharilyn sosteneva che qualche volta io sono un po' "naive" ("ingenuo", ma credo anche alla più probabile accezione di "sempliciotto", "babbeo"). Avevo in effetti la sensazione che qualcosa non fosse chiaro in questo gioco di "tagging" e del resto, sul mio blog e circa la segnalazione scrissi: "Non chiedetemi ora cosa accada (e come)..." anche perché avevo letto con molta attenzione e più volte il post originale senza comprendere cosa sarebbe mai accaduto. La risposta era ed è punto semplice: nulla.

Hai molto ben colto -e sarebbe fin inquietante se così non fosse- cosa probabilmente sta dietro a questa sorta di elegante (possiamo dir così?) Catena di S.Antonio. Un maggior numero di visite, di sottoscrizioni nei feed e, perché no, un lieve maggior guadagno dagli eventuali click sui banner. Un'astuta manovra per guadagnare maggiore visibilità e nuovi lettori?

Può senz'altro essere ma mi piace pensare che la maggioranza di coloro che vi hanno aderito lo abbiano fatto con lo slancio di Neiva (che ha nominato me), mio e, in virtù delle mie segnalazioni: di Luigi, Irene, Giorgio e tuo.

Sono peraltro molto ma molto lieto di non avere mai iscritto il blog segnalato ad alcun sistema volto a redigere classifiche. Hai ragione quando sostieni che se uno davvero scrivesse per sé lo farebbe su un quadernetto o un file locale ma è anche vero che scrivere in funzione di chi legge, in funzione di classifiche e con l'impegno della presenza a tutti i costi anche quando non si ha di che dire... è alquanto squallido.

Chiamatemi "naive" ma, almeno quando scrivo qui, mi piace il caso e la consapevolezza che un commento è commento sincero e non mutuato dalla certezza del ritorno.

Elisabetta ha detto...

in realtà penso che la suddivisione fra blogger naif e più esperti corrisponda un po' anche agli scopi. tanti, come me e te, aderiamo per spirito di condivisione e per sano protagonismo senza fini di lucro e siamo quelli naif, altri cercano magari di dare un'impronta più commerciale. ciò non toglie che anche i blogger più "scafati" possano comunque avere uno spirito di condivisione e di entusiasmo verso nuovi blogger.
peraltro non so voi ma io ogni tanto monitoro la mia posizione su Blogbabel e ci sono sempre sbalzi enormi: un link in ingresso e faccio passi da gigante, dopo un po' non accade più nulla e cado nell'oblio...misteri delle classifiche!