venerdì 29 febbraio 2008

la grazia del canova

ti guarda mentre entri nel primo salone dopo aver staccato il biglietto, le mani sui fianchi, il peso leggermente sbilanciato su un piede, una veste fine dietro la quale si intravedono le forme del corpo in modo mai volgare, i riccioli composti sul campo adorno dalla coroncina di fiori. semplicemente meravigliosa sul suo basamento rotante la "Danzatrice con le mani sui fianchi" di Antonio Canova apre leggiadra la mostra ospitata presso il Palazzo Reale di Milano dedicata ad alcuni capolavori dell'Ermitage di San Pietroburgo. una carrellata di opere neoclassiche provenienti dal museo russo occupa alcune sale del palazzo, fra cui spiccano quelle di Canova e altre, come "Flora" di Pietro Tenerani e "La fiducia in Dio" di Lorenzo Bartolini.
il virtuosismo dello scultore italiano raggiunge le vette più alte nelle "Grazie", accolte nella penultima sala, che sconvolgono lo spettatore con il loro sguardo enigmatico ed indecifrabile e il loro abbraccio infinito che assume un intreccio diverso ad ogni angolo.
nel complesso è una mostra ben organizzata, salvo il prezzo un po' elevato per la quantità di opere esposte (se raffrontato con altre mostre), un bookshop scarno e la mancanza di "Amore e Psiche", che avrei tanto voluto vedere.
la musica classica di sottofondo, le persone silenziose che ammiravano le pieghe del marmo e le espressioni delle statue sono state la cornice più bella, così lontana da tanti spettacoli che riempiono le pagine dei media in questi giorni.
non capisco se si stia attuando uno scollamento sempre più forte fra cultura popolare e colta o se ci vogliano far credere di essere più ignoranti di quanto non siamo. propendo per la seconda ipotesi.

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