lunedì 3 marzo 2008

the end is near

finalmente ci siamo liberati dalla sarabanda di Sanremo. fortunatamente sabato sera avevo altro da fare e casualmente sono riuscita a vedere in diretta solo la (triste) proclamazione dei vincitori, che peraltro non mi è dispiaciuta considerando il livello medio delle canzoni.
solo una breve riflessione. si dice che Sanremo ha fatto flop. va bene, siamo d'accordo, ma dal mio punto di vista ha fatto flop per le canzoni, orrende. il resto (a parte gli abiti e le performance della Guaccero) si è abbastanza salvato, soprattutto il buon Chiambretti. ma essendo il Festival della Canzone Italiana ed essendo orrende le canzoni il mio giudizio non può essere che conseguente, quasi fosse un sillogismo.
purtroppo però non è su questo che si giudica il Festival, ma sugli ascolti, in calo. ci si aspettava di più. il dubbio amletico è: più ascolti per le canzoni o semplicemente per fare cassa sugli spot?
tanto per richiamare i luoghi comuni, quando Modugno vinceva il festival, l'Auditel non c'era. su cosa si basava la sua popolarità? sul fatto che fosse un discorso comune, che tutti (media e gente) ne parlassero, che tutti si ricordassero le canzoni di Sanremo, che i cantanti fossero cantanti veri: anche se cantavano in playback, nessuno aveva dubbi sulle loro doti. ora del Festival si parla, eccome, ma c'è l'Auditel e l'Auditel serve per fare cassa. allora non diciamo che è la canzone al centro, perché se fosse così avrebbero scelto ben altri autori ed interpreti. allora non diciamo che ci interessa la canzone italiana ma dare lavoro ad un determinato gruppo di persone che senza la kermesse rimarrebbe disoccupata. diciamo che il Festival è una macchina imperfetta che ingurgita denaro e ne butta fuori troppo poco per mantenersi, anche perché se consideriamo la spropositata quantià di discorsi che ha generato mi pare si possa dire che ha avuto un ottimo successo.
allora guardiamo davvero alla cassa perché forse con un solido ragionamento imprenditoriale basato sul rapporto costi/benefici si riuscirebbe a fare un prodotto davvero di qualità, con delle canzoni decenti e che attira l'audience. ma visto che siamo in Italia e si parla della televisione di Stato, scommetterei che vinceranno le solite logiche da cui non riusciamo a liberarci.
attendo al varco il prossimo programma musicale in partenza per verificare le mie ipotesi, di flop.

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