martedì 4 marzo 2008

e.r. - emergency room

riflettevo l'altro giorno sul fatto che noi italiani siamo dei campioni mondiali nelle emergenze. l'organizzazione della campagna elettorale di questi mesi non fa che confermarlo. negli altri stati appena terminate le elezioni si inizia a pianificare la campagne successiva: si sa che ci sono 4 o 5 anni a disposizione per studiare l'attuale eletto, fare valutazioni sul suo operato, analizzare i comportamenti elettorali e programmare le strategie migliori per i messaggi, scegliere un candidato, curarne l'immagine, ecc.
qui in Italia da un po' di anni a questa parte è invece invalsa l'usanza che si va a dormire più o meno tranquilli con un Governo e quando la mattina dopo ci si alza è caduto e bisogna recuperarne un altro. per carità, non ci si scompone e nel giro di un paio di settimane compaiono manifesti, spot, candidati, liste, discorsi, liti e il balletto ricomincia.
sfiderei chiunque a procedere con una tale rapidità.
muore il Papa? il piano di emergenza per accogliere n mila o milioni di pellegrini è già pronto e vengono dall'estero per studiarlo. io che ho vissuto eventi con un elevato numero di persone anche fuori dall'Italia posso garantire che i loro piani di sicurezza sono ad un livello primitivo rispetto ai nostri.
ecco, però non capisco perché tutte queste magnifiche risorse non possano essere impiegate nella vita quotidiana, negli stadi per domare i tifosi rissosi o sul lavoro per evitare che la gente muoia per portare a casa il pane.
forse è solo il pericolo che aguzza l'ingegno, o forse abbiamo solo paura di essere troppo bravi.

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