venerdì 18 aprile 2008

orti e giardini

va beh, non mi volete aiutare dicendomi chi era l'assassino, piove e per giunta fa freddo (prima la mia auto era coperta da una coltre di goccioline che pareva vaporizzata dagli spruzzini di Gardaland), non voglio sapere nulla sul post-elezioni ma tutti fanno qualcosa per ricordarmelo tipo leggere il giornale o accendere la tv, volevo scrivere qualcosa sul webduepuntozero ma mi sono scordata che cosa, volevo fissare una visita medica ma con la mutua mi dicono che non posso scegliere il medico e se vado privata il signore vuole tra le 100 e le 200 euro, in pratica il mio stipendio mensile degli ultimi due mesi per circa mezz'ora (se va bene) di visita.
è venerdì, non 17, ma è comunque una giornata nera.
si potrebbero fare considerazioni sterminate sul destino dell'economia che ci attende, sull'evoluzione degli scenari economico-politici, sul destino dei giovani che ci lasciano la pelle per una pasticca di extasi. si potrebbe ma non ne ho voglia: oggi coltivo il mio orticello.
una delle cose che mi sta dando più soddisfazioni in questo periodo è l'attivazione degli studenti (quasi tutte studentesse, in verità) delle esercitazioni che sto tenendo. dopo un inizio lento si stanno sgranchendo le gambe sul blog che abbiamo aperto e hanno iniziato a prendere dimestichezza con lo strumento.
più che educarle alla rete il mio obiettivo è farle entrare nella rete: quando io ero alle prima armi ritenevo di poter parlare di blog e di fare una ricerca standomene al di fuori. progressivamente ho scoperto che è impossibile, che bisogna guadagnare un'esperienza su cui riflettere senza cadere nell'eccesso di diventare fanatici e di compromettere quindi un sano distacco scientifico. se ho fatto questo passaggio è stato grazie anche alle persone che ho conosciuto dentro e fuori la rete. vorrei che anche per i miei studenti crescesse questa passione per uno strumento relativamente nuovo ma che offre tante opportunità e che troppo spesso nei discorsi sociali è ghettizzato in scenari da apocalisse o da trionfo vittorioso.
la logica che cerco di promuovere è quella di "sporcarci le mani" ("andare alle cose stesse", direbbe Husserl), lentamente, imparando a conoscere cosa sia un blog leggendolo, facendolo, analizzandone le componenti, riflettendo sulle dinamiche, andando a parlare con le persone.
forse in dieci ore di corso non ce la farò a fare tutto, ma mi basterà infondere loro una piccola scintilla e avrò raggiunto il mio obiettivo.

Nessun commento: