martedì 6 maggio 2008

random thoughts

in un periodo di studio disordinato e frammentario anche le mie considerazioni sul mondo dei media non possono che seguire questo stile.
avrei voluto scrivere del definitivo sdoganamento del genere hard in fascia preserale per mano della miss Italia 2004, ma dopo che una mia filippica è stata placata dalla mia dolce metà, che invece non la disdegna (orrore!), mi sono rassegnata a pensare che per il target maschile di real tv l'abbinamento fra corpo nudo, sguardi sexy e filmati di quel genere sia in fondo opportuno. perchè alla fine ciò che rende pornografico il filmato non è tanto il fatto che lei sia (quasi) nuda, ma il fatto che lei si metta in vetrina come merce da vendere, come "meat"*, carne da macellare e da sezionare con lo sguardo così come si fa morbosamente con i filmati a cui è abbinata. merita però un elogio la strategia pubblicitaria della nuova versione della trasmissione che si è avvalsa della diffusione anche su Youtube dello spot, generando un consistente volume di traffico per ovvie ragioni, legate al contenuto più che alla strategia in sè, che non mi pare il caso qui di approfondire.
del fallimento del talent show musicale di Rai2 avevo già scritto e quindi non infierisco, mi stupisco piuttosto del successo della fiction che vede protagonista il buon conduttore dei pacchi. lui è un tipo simpatico, l'avevo anche incontrato di persona una volta ed è davvero genuino, come attore ci sa fare ma di più non posso dire perché della suddetta serie televisiva non ho visto nemmeno una puntata. del commissario che avrebbe voluto prendere il posto di Montalbano che dire? la storia mi è piaciuta ma non è stata premiata dagli ascoltatori. in fondo pur essendo più bello esteticamente di Zingaretti, Preziosi è certo meno affascinante e le storie di Lucarelli per quanto raccontate bene non raggiungono la genialità di quelle di Camilleri.
pare dunque che all'alba della televisione italiana si stia profilando qualcosa di nuovo: una maggior cura per le sceneggiature, il tentativo di comprendere strategie diverse per pubblicizzare i programmi (anche se con scarsa originalità e ancora molto timidamente) ma ancora con una netta prevalenza per il genere "nostrano" (un misto di storie nazional popolari e buoni sentimenti) che privilegia forse le storie più comuni ma in cui il pubblico si può maggiormente identificare.

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