mercoledì 3 dicembre 2008

Facebook: qualche riflessione sociologica

L'altro giorno pensavo a Facebook.
E' un fenomeno su cui si stanno spendendo fiumi di inchiostro ma io, a dire il vero, non sono ancora riuscita a trovare una spiegazione convincente del perché stia dilagando così tanto. Non che mi ritenga una grande pensatrice però mi piacerebbe trovare un'applicazione a tanti anni di studi. Ci provo.

Al di là delle stime dei milioni di utenti italiani secondo le statistiche, il dato di fatto, che anch'io ho constatato, è che in tanti si sono effettivamente iscritti a Facebook negli ultimi mesi. Personalmente penso di aver fatto amicizia con almeno 100 persone da ottobre, senza contare le richieste che ho ignorato.
Proviamo a scendere sotto il mantello descrittivo: come spiegare questo fenomeno sociale? Qui ci sono alcune interpretazioni che condivido e quindi cerco di trovarne altre.

In primo luogo, la localizzazione in lingua italiana. Siamo un popolo un po' pigro e l'inglese costituisce per molti ancora una barriera linguistica. Poter aprire una propria pagina in italiano è molto più semplice. Inoltre Facebook offre la possibilità di integrare diversi strumenti in uno solo (pagina personale, posta, instant messaging, blog, upload di files, etc.), agevolando ancora di più l'accesso di coloro che non hanno dimestichezza con account e applicazioni diverse.

Secondo, il passaparola degli amici. C'è chi mi ha detto "mi hanno fatto vedere Facebook". Strabiliante, manco fosse un miracolo. A questo si aggiunge il passaparola mediale che amplifica quanto sta accadendo.

Ancora, il fascino della tecnologia che ci permette di farci gratis e senza essere visti gli affari degli altri. Un po' come se fossimo in un grande condominio e ci divertissimo a spiare dalle finestre e dalle tende semialzate cosa fanno i nostri vicini. Con il loro consenso.

Ultimo, il senso di emancipazione. Una funzione sociale "identificativa" che ci consente di appropriarci di uno strumento tecnologico o di essere sempre up-to-date, sulla cresta dell'onda. Un'affermazione di status che si estende a fasce sempre più vaste della popolazione.

Se faccio mente locale a quello che avevo scritto sui blog e lo collego a tutto questo, mi viene da dire che ci stiamo muovendo verso due grandi direzioni. Da una parte l'evoluzione verso il web come piattaforma (contenuta nell'espressione "Web 2.0" peraltro), dall'altro una stratificazione progressiva della socialità in rete che si sviluppa con strumenti diversi e che produce una complessità molto simile a quella che si riscontra nella vita offline.

Ci facciamo una bella ricerca?

3 commenti:

FG ha detto...

presente ;)

Riccardo Esposito ha detto...

Ciao, anche io ho scritto qualcosa sull'argomento facebook, relativo però ad una sua applicazione! Ti lascio il link.

Ciao

http://riccardoesposito.wordpress.com/2008/10/29/per-uno-studio-dei-gruppi-su-facebook/

Anonimo ha detto...
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