lunedì 22 febbraio 2010

Verso il mainstreaming di YouTube?

Mentre facevo varie ricerche per capire cosa fosse successo a margine del Festival in rete (preparatevi: non abbandonerò tanto presto questo tema), mi è capitato innanzitutto di osservare che è aumentato il bacino di coloro che non guardano l'evento in televisione ma il giorno successivo attraverso la rete. Dal punto di vista del prodotto televisivo, prevale una fruizione mordi e fuggi, del tipo "guardo solo quello che voglio quando voglio", come fosse uno snack (citare Jenkins è d'obbligo).
I luoghi dove vedere le pillole di esibizioni sono il sito Rai.tv e YouTube, con una netta prevalenza del secondo sul primo. Solo per fare un esempio, in questo momento, il video più visto sulla piattaforma Rai conta al momento circa 46.000 visualizzazioni, mentre su YouTube il più visto ne ha oltre 300.000. In entrambi i casi si tratta però del video che racconta il medesimo momento: l'esclusione degli artisti e la definizione dei tre super-finalisti con annessa protesta dell'orchestra.
Grande assente dall'interesse degli utenti è il sito ufficiale di Sanremo, i cui dati di accesso attualmente non permettono di generare un confronto con il passato (mi rimane sempre il dubbio però che essendo un sottodominio Rai le visite confluiscano tutte nel sito Rai.it, fonte Google Trends):



Se guardiamo però i dati di ricerca dei siti Rai.it (in blu) e Rai.tv (in rosso), intendendoli come chiavi di ricerca, si nota un picco di ricerche in corrispondenza del mese di febbraio più marcato gli anni scorsi e presente anche in corrispondenza di altri eventi nel corso dell'ultimo anno:


I dati che confrontano però il volume di visite, disponibile solo dal 2009 a causa di un cambiamento della piattaforma Rai, restituiscono un andamento maggiormente omogeneo durante l'anno:



La domanda che sorge dunque spontanea è: una volta che i visitatori hanno cercato dove effettivamente vanno a cliccare? Dato il ragionamento prima fatto si potrebbe ulteriormente ipotizzare, ma il terreno è minato, che le visite si concentrino su YouTube dove i contenuti della manifestazione hanno un'ottima visibilità, sia per quanto riguarda i canali ufficiali che quelli caricati dagli utenti (con i conseguenti problemi di tutela del copyritght).
Da questo punto di vista si assiste ad una riconcettualizzazione della piattaforma video, nata per condividere i contenuti generati dagli utenti e progressivamente colonizzata dai contenuti mainstream per volontà degli stessi utenti che trovano in essa un modo facile e veloce per condividerli anche su altri luoghi.
Ciò deriva da un mutuo processo di interazione fra le azioni degli utenti, quelle dei soggetti istituzionali e la piattaforma che nel corso degli anni ha mutato la sua configurazione e le sue funzioni anche di conseguenza dei consumi. Si può quindi pensare, ma questa ipotesi dovrebbe essere certo meglio giustificata, che YouTube sia diventato un riferimento per i contenuto video di ogni genere, senza effettuare particolari distinzioni fra ciò che è caricato dagli utenti e dai canali ufficiali, fatto salvo ovviamente per i contenuti veicolati in maniera esclusiva.

1 commento:

Mrk ha detto...

Uau! un'altra analisi attenta e approfondita! dei dati interessanti! Grazie E.