martedì 20 aprile 2010

iPad delle mie brame...

iPad delle mie brame…chi sarà il più tecnologico del reame? Mi è venuta in mente questa domanda mentre toccavo con mano il tablet di Apple grazie ad Antonio Dini (il posto di antonio e And so what?), giornalista e appassionato di tecnologia, che da vero Mac-addicted è volato oltreoceano il giorno prima di Pasqua per avere il prezioso oggetto prima degli altri europei. Ed è stato così bravo che si è infilato nella coda al posto giusto: è stato uno dei primi settanta ad entrare nell’Apple Store della Quinta Strada della Big Apple (un’altra), ebrezza tecnologica di poter essere un privilegiato, accolto fra gli applausi dei presenti e degli stessi dipendenti dell’Apple Store (qui il video).
A parte di pregi e difetti che si possono riscontrare al tablet Apple ci sono alcune cose che mi hanno fatto pensare. In primo luogo che sia concepito all'interno del mondo Apple non come un dispositivo autonomo ma come una periferica. Le sue dimensioni infatti (9 pollici) incoraggerebbero a interpretarlo come un oggetto che può funzionare anche in modo indipendente. Invece va collegato ad un Mac per essere configurato, i files possono essere trasferiti solo con iTunes o scaricati dalla posta e non attraverso una chiave USB.
E' sicuramente, poi, un oggetto che rivoluziona il concetto di user experience: si usa con un dito (letteralmente), offre una buona esperienza di visione ed è pensato soprattutto per la fruizione di prodotti mediali (foto, video, giornali, magazine, film, serie tv, fumetti...). Come spiegava Antonio, cambierà probabilmente la fruizione dei prodotti digitali a casa, all'interno di una rete domestica in cui si cerca magari uno spazio più confortevole rispetto alla scrivania per effettuare alcune operazioni.
Certamente, però, è anche un oggetto magico in senso proprio: dà vita a un'esperienza tattile che richiama fortemente la corporeità, spesso dimenticata in una concezione quasi esclusivamente mentale della tecnologia in cui il corpo scompare. In questo caso è quasi il dispositivo a sparire poichè si fa ponte per consumare un'esperienza collocata altrove e la componente immaginativa ha un ruolo importante per inventarsi usi e contesti in cui impiegarlo sia dal lato produttivo che da quello del consumatore. Da ultimo, è un oggetto affascinante per tutti i discorsi che ne hanno accompagnato l'uscita, prima e dopo, creando un vero e proprio fenomeno che ha incuriosito anche i non appassionati.

4 commenti:

fyborg ha detto...

Concordo con questa analisi, però mi domando: quanto è davvero cambiato rispetto all'iPhone? Ok, la maggiore estensione del display offre certamente ulteriori possibilità di utilizzo, di inventare cose nuove; ma, di nuovo, quanto siamo davvero andati oltre all'iPhone? Secondo me è un passo avanti ma all'interno di un'area delimitata già dall'arrivo del "telefonino Apple". Che il "touch" sia parte del futuro (del presente, ormai) dei dispositivi, è cosa certa. Che Apple detenga la migliore tecnologia in tale direzione, è altrettanto certo, almeno per ora. Io però credo che adesso, per un po' di tempo (mesi o anni, chi può dirlo in un settore come questo? io butterei lì qualcosa tipo "un paio d'anni") non vedremo altro che il diffondersi e il migliorarsi di questa tecnologia e in particolare una estensione dell'iPhone a tutti i dispositivi. Più che l'iPad, io bramo i primi MacBookPro/MacBook/iMac (ma anche case non-Apple) che adotteranno questa tecnologia e che sapranno attuare un concreto sorpasso in quelle che sono anche le applicazioni più tradizionali, insomma saltare oltre mouse e tastiera (e touchpad/trackpad). L'arrivo a Natale di ProjectNatal è un altro punto fondamentale, a mio avviso, seppur parte da un ambito entertainment/gaming. Perché qui Microsoft ci "allontana" di nuovo dallo schermo: basterà muoversi, basteranno i gesti e non una interazione diretta e tattile. Si può quindi pensare e supporre che, forse, le tecnologie touch lasceranno il passo a questo nuovo approccio? Di nuovo, quindi, un'astrazione dell'interazione tattile diretta? Non lo so, ma secondo me il touch è una magnifica evoluzione di quella che è una interazione (ancora) mediata, mi domando quanto però possa durare dato che, di nuovo, oltre il "vetro" del display non si può andare. Un approccio "astratto" come quello di ProjectNatal invece, ci immerge dentro l'ambiente virtuale in una pratica che a me sembra vada più nella direzione dell'immersione sensoriale. Se l'ambiente virtuale si sovrappone a quello reale, forse il modo migliore di interagirvi è un dispositivo che riconosce l'intenzione del nostro gesto eliminando una forma fisica di interazione.
Ma qui, a mio modesto parere, tutto dipenderà dai risultati effettivi ottenuti dalla nuova tecnologia Microsoft.
Chissà! ;)

Elisabetta ha detto...

grazie del commento molto stimolate!
in effetti sentendo qualche parere, chi ha un iPhone giudica l'iPad una sorta di iPhone espanso da cui però non si può telefonare.
sicuramente la svolta sensoriale in senso proprio sarà quella di rendere la tecnologia davvero trasparente come promette MS con il ProjectNatal di cui anch'io sono molto curiosa.
Personalmente amo molto discutere di questi oggetti perchè ci costringono a ripensare ogni volta la tecnologia, a confrontarci con aspettative, marketing, risultati effettivi e a non dare per scontato l'universo tecnologico e che necessariamente il nuovo prodotto sia meglio dei precedenti.
al prossimo :)

Matteo ha detto...

ciao!
ma il tuo è un blog serio... :)
il mio un po' meno http://politicaltv.wordpress.com/
ci linkiamo?
ciao!
matteo

p.s.
mi mandi il link dei video che avete fatto per l'osscom?

Elisabetta ha detto...

eccerto...le cose o si fanno bene o non si fanno!!!
ok per il link, stavo giusto pensando di aggiornarli un po' :)