domenica 9 maggio 2010

Gli Alpini a Bergamo...non solo cronaca di un raduno nazionale

In questa domenica di maggio lasciatemi sfoderare un po' di orgoglio bergamasco. Faccio una deviazione dai temi abituali (ma forse no) per raccontare brevemente l'83° Raduno degli Alpini che è ospitato proprio a Bergamo ed è organizzato dall'Associazione Nazionale Alpini.
Vagando ieri nella folla di oltre 500.000 persone mi ha colpito la presenza eterogenea di Alpini di ogni generazione: dai reduci ai giovani simpatizzanti o che hanno scelto di arruolarsi volontariamente. Come a dire che i valori che gli Alpini sostengono non cedono mai (in perfetta linea con la filosofia generale degli Alpini), un bel segno all'interno della decadenza generale della nostra società.
Valori che non sono solo legati ad un modo passato di intendere la vita (il corpo è nato nel 1872), ma che si sono attualizzati nell'impegno a favore delle popolazioni in difficoltà (come è recentemente accaduto con il terremoto de L'Aquila), in missioni di pace all'estero e nell'aiuto concreto al proprio territorio di appartenenza. Valori che forse oggi non sono del tutto attuali come il sacrificio, la solidarietà, l'aiuto e l'allegria riassunti nel motto "Di qui non si passa".


L'accoglienza bergamasca agli Alpini è stata strutturata a tutti i livelli: dai tricolori appesi agli edifici pubblici e nelle vie ma che anche i privati cittadini sono stati invitati a esporre, alle vetrine dei negozi a tema fino alla copertura dei media. Oltre a L'Eco di Bergamo che ormai da più di un mese copre quotidianamente tutti gli eventi con articoli, foto, video (e con tanto di player integrato dell'inno degli Alpini in homepage), a BergamoTV, BergamoNews o la diretta su Rai3 che sta andando in onda proprio in queste ore.

Mi piace pensare che la scelta di seguire questo evento non sia solo motivata dal numero di persone coinvolte ma possa portare un messaggio culturale più ampio che invita a riscoprire i valori che hanno costruito l'Italia e che sono tanto radicati nel locale (quando scompaiono regolarmente nelle cronache quotidiane che racconta i grandi fatti nazionali), soprattutto nell'anno di celebrazioni legati ai 150 anni della nostra Nazione.

4 commenti:

aiellogianluca ha detto...

Viva i veci e i bocia!

nino p. ha detto...

io abito a 1100 km di distanza da Bergamo, vedere in TV tutti quei tricolori alle finestre mi ha colpito, ho pensato ma come? Criticano l'Italia unita... criticano lo stato... e poi.....

Elisabetta ha detto...

beh, sulla coerenza e sull'adesione emotiva alle manifestazioni ci sarebbe molto da scrivere...
è bello però che ci siano occasioni come questa per riflettere e far vedere che non tutti i bargamaschi la pensano allo stesso modo...

Nino P ha detto...

ho un sacco di amici nelle valli,ed ho sempre pensato che sono molte le cose ci uniscono,ma, è da molto che da quelle zone... e sebbene ai miei tempi c'erano già i raduni a Pontida ed i comizi urlati...non ho mai respirato aria cattiva, ma, dicevo, ultimamente la TV e le dichiarazioni dei leader del movimento, mi avevano indotto a credere che forse le cose erano cambiate...