giovedì 2 settembre 2010

New media e immaginazione

Esattamente tre mesi dopo riprendo a scrivere. Ma non ci sono - come sempre - garanzie di continuità.
L'occasione è la mia partecipazione all'Università del Surrey al convegno "Great Expectations: Arts and the Future", approfittando del wi-fi per i partecipanti che stimola il fascino di scrivere quando si è lontani dall'Italia.

Il mio intervento sarà domani e avrà un titolo impegnativo: "The education of taste in contemporary age: a challenge for new generations". Cercherò di unire gli studi che ho portato avanti sui nuovi media, la sociologia della comunicazione e l'estetica, partendo da alcune provocazioni del panorama artistico e mediale contemporaneo per poi approdare ad una proposta di educazione ai new media che fa un passo indietro rispetto all'istruzione tecnica o all'alfabetizzazione.

L'ipotesi che cercherò di sostenere è che, dal punto di vista estetico, i nuovi media sollecitano una facoltà troppo spesso dimenticata, ossia l'immaginazione che, kantianamente, è connessa alla costruzione del gusto. Una delle tante vie possibili in questa direzione è quella suggerita da Dewey dell'educazione all'arte, che è poi avvicinamento a un mondo e a una modalità di esperienza diversa da quella abituali.

Mi farò capire in inglese? Saranno chiari i passaggi?
Ai posteri l'ardua sentenza!

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