mercoledì 13 ottobre 2010

WARM - Workshop on Advanced Research Methods

Emergo da un periodo di trasferte di cui vorrei lasciare qualche traccia sul blog dal momento che sono del tutto coerenti con il suo tema.
La prima che racconto è quella dello scorso 30 settembre ad Urbino per partecipare al WARM - Workshop on Advanced Research Methods organizzato all'Università di Urbino nell'ambito del Dottorato di Ricerca in Sociologia della Comunicazione e Scienze dello Spettacolo. Si è trattato di una giornata intensiva e proficua (e di ottima ospitalità) dedicata alla condivisione di esperienze di ricerca a riguardo di User Generated Contents e più in generale dei social media.
Al di là della mia personale presenza (in cui ho raccontato la ricerca della mia tesi di dottorato) mi ha colpito la diversità di approcci che si possono avere sul tema, dai qualitativi ai quantitativi, ciascuno con il suo bel bagaglio di risultati ma anche di problemi di ricerca da risolvere.
Ecco qui un breve riassunto delle relazioni presentate:
- Davide Bennato ci ha mostrato il potere della visualizzazione infografica: l'enorme quantità di dati presenti in rete offre spunti straordinari per la loro visualizzazione graficamente avvincente che si presta anche ad analisi in chiave sociologica o di marketing. Qui si aprono notevoli problemi fra cui uno dei più citati è stata la "sample size", ossia la questione di come calibrare il campione di analisi, insieme con la necessità avere linee guida per interpretare i dati e di comprendere limiti e potenzialità dei motori di ricerca.
- L'interazione fra discorsi mediali e User Generated Contents. Jean Burgess ha messo in evidenza come ci siano forti risonanze fra gli eventi mediali e ciò che accade in rete, portando alla formazione di una più ampia "ecologia dei media".
- Luca Rossi ha posto invece l'accento sulle possibilità di ricostruire le metriche di propagazione dell'informazione e sulla relazione fra nodi di rete. Analizzando il caso della diffusione della notizia della morte di Mike Bongiorno in FriendFeed ha messo in evidenza come alcuni nodi forti nella propagazione di una notizia non siano necessariamente gli utenti più attivi all'interno di FriendFeed o al centro della rete di networking.
- Romana Andò ha proposto invece un'interessante prospettiva sulla sentiment anaysis in riferimento ai programmi televisivi come nuova metodologia di misurazione dell'audience proponendo la provocatoria formula sentiment analysis = auditel +  qualitel.
- Ha unito invece la prospettiva semiotica con quella del marketing Emanuela Zaccone che ha analizzato le strategie di promozione dei testi audiovisuali nei social networks prospettando una revisione del concetto di testo come tutto unitario e finito.
- Del tutto inaspettata è stata l'analisi di Fabio Celli che ha mostrato come applicare l'analisi di personalità ai post italiani di FriendFeed unendo la prospettiva della linguistica computazionale e quella della psicologia.
- Affascinante come il testo che ha analizzato è stata la presentazione di Agnese Vellar che ha analizzato la componente performativa del fandom nei video generati su Youtube da "Telephone" di Lady Gaga offrendone una tassonomia che spazia dai video amatoriali fino a quelli professionali.
- Ivana Pais ci ha invece offerto i dati preliminari del confronto fra le reti Facebook e LinkedIn degli appartenenti al gruppo MilanIn in cui è emerso che membri di gruppi analoghi con le mededime finalità hanno comportamenti diversi su social network diversi, un dato solo apparentemente scontato e che si presta ad ulteriori approfondimenti. 

Se questo post vi ha incuriosito almeno un po' e volete approfondire l'argomento trovate qui tutte le slides dei relatori.


1 commento:

Anonimo ha detto...
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