lunedì 9 giugno 2014

Blog: spazi pubblici o privati? Risposta a una recensione

Finalmente riesco a rispondere all'accurata e molto generosa recensione di eFFe al mio libro che mi ha permesso di riflettere su alcuni punti decisamente rilevanti. 
Vorrei ringraziare eFFe perchè la recensione non solo mette in luce gli aspetti di forza del libro (che non sono mai scontati per chi scrive perchè non sa come potrebbe essere percepito dall'esterno il suo lavoro) ma anche ne evidenzia, con molta eleganza, due limiti su cui mi fa piacere soffermarmi, ovvero la scelta di lavorare sui blog personali e il fatto che non è del tutto esplicito se considero i blog spazi pubblici o privati.

Il fatto che il libro si concentri sui blog personali è, in effetti, una scelta molto forte che taglia alla base l'analisi e la riflessione su altre tipologie di blog, fra cui quelli multiautore citati da eFFe ma anche quelli corporate, professionali, giornalistici, i tumblr e molti altri. Sono tipologie di blog su cui ho avuto modo di lavorare e riflettere negli ultimi anni, ma questi ragionamenti sono confluiti solo in modo parziale nel libro perchè non ho avuto modo di costruire una ricerca sistematica come quella relativa ai blog personali. Trattandosi di un volume che si rivolge a un contesto anche scientifico ho dovuto mantenere un uniforme rigore di analisi concentrandomi su ciò che avevo avuto modo di approfondire con una metodologia precisa e rigorosa. Ciò non toglie che si tratta di temi che mi piacerebbe indagare e sui cui vorrei avere modo di scrivere in futuro.

La seconda questione è molto più complessa e non è esaminata come tema esplicito, sebbene sia affrontata in diversi punti nel volume. Mi riferisco alla natura del blog come spazio pubblico o privato. Si tratta, come rileva ancora eFFe, di una questione centrale sotto molteplici punti di vista. Per esempio dal punto di vista normativo considerare il blog uno spazio pubblico o privato cambia radicalmente l'approccio adottabile.
Dal mio punto di vista il blog personale è uno spazio semi-pubblico.
Come suggerisce anche il mio recensore al termine del post, alla base di un blog ci sono la relazione e il dialogo con l'Altro. Il fatto di essere disponibile ad occhi estranei, di poter essere letto e guardato indipendentemente dalla volontà dell'autore lo rende uno spazio liminale fra il pubblico e il privato, per quanto ristretto possa essere il suo pubblico. Non me la sento di definirlo interamente uno spazio pubblico per il livello di controllo che il blogger può stabilire sul blog, di cui può definire le regole di gestione e la struttura, in dimensione variabile rispetto al tipo di hosting che viene scelto. Questo non solo influisce sulla gestione della privacy ma anche sul livello di proprietà dei contenuti. 
Ciò ovviamente non semplifica la gestione e soprattutto l'aspetto normativo del blog, dalla tutela dei contenuti alla prevenzione della diffusione di notizie false e incontrollate, solo per citare alcuni temi delicati. Purtroppo non sono un'esperta di materie giuridiche e non mi sono mai occupata in modo diretto di questo tema. Quello che mi è venuto da pensare scrivendo il libro (e a cui accenno in un paio di passaggi) è che sarebbe utile evitare una volta per tutte l'errore di equiparare il blog a spazi di natura diversa, come i prodotti editoriali o le testate giornalistiche, che hanno logiche differenti, avviando prima una seria riflessione sul fenomeno, distinguendo le macrotipologie di casi che possono verificarsi e poi cercando di stabilire delle norme, se sono effettivamente necessarie e se non sono applicabili quelle già esistenti.

P.S.: Il tema dell'articolazione fra spazio pubblico e spazio privato nei social network - e più in generale online - è stato intensamente esplorato e ci sarebbe molto di più da scrivere. Mi limito a segnalare gli articoli di P. Lange su YouTube e di danah boyd sui social network.

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